2018 Da Betlemme per incontrare la buona novella

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Il vangelo di Marco anticamente era destinato a coloro che, dopo un primo incontro con l'esperienza di Gesù risorto, volevano intraprendere un cammino per entrare a pieno titolo nella comunità ecclesiale. È un vangelo particolarmente adatto ai nostri tempi, in cui siamo invitati a riscoprire il nucleo centrale della nostra fede: la gioia del vangelo per rinascere a vita nuova. Ri-scoprire la novità del vangelo significa aiutare i giovani (ai quali il papa invita la Chiesa a rivolgersi nei prossimi anni) a trovare la loro collocazione nel mondo. Per far questo, dice papa Francesco, occorre «imparare lo stile di Gesù, che passa nei luoghi della vita quotidiana, si ferma senza fretta e, guardando i fratelli con misericordia, li conduce all’incontro con Dio Padre» (dal Documento preparatorio del Sinodo dei vescovi)

1° giorno, ITALIA / TEL AVIV / BETLEMME

“Ed ecco in quei giorni venne Gesù da Nazareth di Galilea” (Mc 1,9)
Ritrovo dei partecipanti all’aeroporto concordato; disbrigo delle formalità d’imbarco e partenza per Tel Aviv. Arrivo e proseguimento per Betlemme. Sistemazione in albergo o casa religiosa, cena e pernottamento.
Gesù viene da Nazareth, eppure Marco non ci dice nulla di questo primo periodo della sua vita perché vuole attirare la nostra attenzione sul fatto che per essere dei suoi non è necessario appartenere al suo popolo: la prima buona notizia che riceviamo andando nel suo paese d'origine è che si può essere suoi veri parenti, scoprendo e facendo la volontà di Dio: “Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre” (Mc 3,35)

2° giorno, HERODIUM / QASR EL YAHUD / MAR MORTO / MONASTERO DI SAN GIORGIO / BETLEMME

“Uscendo dall'acqua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere su di lui” (Mc 1,10)
Dopo la prima colazione, partenza per l’Herodium, un sito archeologico scavato all’interno di un monte caratterizzato da un profilo vulcanico e dove Erode si fece edificare un lussuoso palazzo. Proseguimento per Qasr El Yahud, sul Giordano, luogo che ricorda il Battesimo ricevuto da Gesù per mano di Giovanni Battista. Passando per la piana di Gerico, faremo una tappa sul Marto in località Kalia e possibilità di fare il Bagno. Rientro a Betlemme: tempo permettendo faremo una sosta nei pressi del monastero ortodosso di San Giorgio in Koziba, abbarbicato alla parete del Wadi Kelt ed esempio perfetto di un monastero nel deserto: secondo la tradizione qui soggiornò il profeta Elia durante il suo viaggio al Sinai; qui San Gioacchino pianse la sterilità della moglie Anna e qui un angelo gli annunciò il concepimento di Maria. Rientro a Betlemme per la visita alla Basilica della Natività: è stato l’evangelista Luca a narrare la nascita di Gesù in una grotta, e la venerazione di questo luogo ha origini antichissime. Visita alle grotte sotto la chiesa di Santa Caterina, a quella di San Girolamo e a quella dei Santi Innocenti.
Al Giordano Dio si rende presente in modo autorevole, approvando tutto ciò che Gesù è e fa. È lui la via per conoscere chi è Dio, per smascherare gli inganni del nemico, evitando di cadere nei dubbi e nei tranelli che hanno tormentato il popolo di Israele nel deserto

3° giorno, PASSAGGIO IN SAMARIA / SEFFORIS / NAZARETH

“E si meravigliava della loro incredulità” (Mc 6,6)
Dopo la prima colazione, partenza per la “Galilea delle genti” attraversando la famosa regione della Samaria (visita che va riconfermata in loco), dove faremo una sosta nella chiesa ortodossa di Nablus che conserva nella cripta il pozzo di Giacobbe. Gesù sicuramente passò da queste parti almeno una volta: il paesaggio qui è stupendo e ricco di testimonianze bibliche. Arrivo a Sefforis, la città più importante ai tempi di Gesù tanto che Antipa (figlio di Erode) ne volle fare l’ornamento di tutta la Galilea, diversamente da Nazareth che era costituita da grotte.
Dopo il pranzo visita alla città di Nazareth, dominata dalla massiccia basilica dell’Annunciazione, visibile da qualsiasi punto della città e costruita sull’antica planimetria della chiesa crociata. Visita al Museo francescano, alla chiesa di San Giuseppe e alla sua grotta, che a partire dal XVII sec. è stata identificata come la bottega di Giuseppe.
Tutto il vangelo è un itinerario per farci conoscere chi è Dio e dove lo possiamo trovare. Anche noi come i gli abitanti di Nazareth siamo davanti a una scelta: rimanere attaccati al nostro modo di immaginare Dio oppure vedere e accettare come lui si manifesta.

4° giorno, IL LAGO DI TIBERIADE

“Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea” (Mc 1,16)
Dopo la prima colazione, partenza per il Lago di Tiberiade, che nel Nuovo Testamento ha un ruolo molto importante: qui e soprattutto lungo la riva nord, sorgono numerose località in cui fu attivo Gesù, che fece di Cafarnao, un semplice villaggio di pescatori, il centro del suo ministero in Galilea, mentre i suoi primi e principali discepoli provenivano da Betsaida. Sosta in località Tabgha area identificata dai pellegrini come legata all’episodio della Moltiplicazione dei Pani e dei pesci (Mc 6,30) e del Primato di Pietro (Gv 21). In tempo utile salperemo in battello per raggiungere l’altra sponda del Lago, in località En Gev, per il pranzo. Nel pomeriggio raggiungeremo prima il sito archeologico di Korazin, la città che fu condannata da Gesù insieme a Cafarnao per la sua mancanza di fede, e successivamente la collina dove avvenne il discorso sul monte, le Beatitudini.
Il lago di Galilea è il luogo di vita dei primi discepoli. È Gesù che prende l'iniziativa e li va a cercare e chiamare lì dove sono: sul posto di lavoro. Gesù si trova a suo agio in ogni tipo di ambiente, nella sinagoga di Cafarnao, come nella casa di Pietro.

5° giorno, TABOR / GERUSALEMME: Monte degli Ulivi

Ecco noi saliamo a Gerusalemme e il figlio dell’uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi (Mc 10,33)
Dopo la prima colazione, partenza per il monte Tabor, la cui perfetta forma conica ha contribuito a creare la fama di monte sacro. Nel 348 fu Cirillo di Gerusalemme ad identificarlo come luogo dell’episodio della Trasfigurazione. Visita alla Basilica francescana e partenza per Gerusalemme. Prima di entrare nella città santa saliremo sul Monte degli Ulivi, in località Betfage, per ricordare l’ingresso messianico di Gesù (Mc 11,1): nei pressi di una terrazza panoramica godremo di una meravigliosa vista sulla città vecchia. Raggiungeremo a piedi la chiesa del Pater Noster, costruita sui resti della basilica costantiniana di Eleona, e il Dominus Flevit, dove ricorderemo il pianto di Gesù davanti alla città di Gerusalemme. Sistemazione in albergo o casa religiosa, cena e pernottamento.
Gli apostoli, nonostante il noviziato sul lago, non riescono a comprendere pienamente come Gesù intenda la sua missione: dimostrare a tutti che nulla, nemmeno la morte, gli può impedire di servire ed amare ogni uomo. È questo il senso della passione che Gesù porterà a compimento a Gerusalemme ma che è già incominciata nei tanti episodi di incomprensione dei discepoli, come si vede anche al Tabor, e del suo popolo, che ha fatto fatica ad accoglierlo già dalla sua nascita a Betlemme.

6° giorno, GERUSALEMME: Monte Sion / Getzemani / quartiere ebraico

“Perché questo spreco di profumo?” (Mc 14,4)
Rileggiamo il racconto della passione e risurrezione di Gesù, secondo il racconto dell’evangelista Marco lungo i santuari del Monte Sion. Partiremo dal Cenacolino (francescano), proseguiremo al Cenacolo, la sala dell’ultima cena di Gesù, e termineremo le visite alla Chiesa di S. Pietro in Gallicantu. A piedi (per chi vuole in bus), passando per la valle del Cedron, raggiungeremo la base del Monte degli Ulivi, dove visiteremo la Grotta dell’Arresto, la Tomba della Madonna e la Basilica del Getzemani.
Nel pomeriggio visiteremo a piedi il quartiere ebraico, cominciando dal Muro Occidentale, chiamato Kothel, per gli ebrei il muro dell’attesa. Da questa prospettiva scorgeremo le cupole delle imponenti moschee islamiche di Al’Aqsa e della Roccia - non visitabili. La passione di Gesù comincia a Betania ed è simbolicamente racchiusa nel gesto della donna che rompe un vasetto di alabastro pieno di nardo. Un gesto che suscita scandalo in molti, ma che Gesù approva. È lui il vaso prezioso che ora viene rotto e 'sprecato' nella sua passione, per spandere il suo profumo di vita su tutte le persone che incontrerà in queste ore.

7° giorno, GERUSALEMME: via Dolorosa / quartiere armeno

Pilato, volendo dare soddisfazione alla folla, rimise in libertà per loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso (Mc 15,15)
La via Dolorosa è definita dalla fede: nella notte del giovedì santo i pellegrini bizantini erano soliti recarsi in processione dalla chiesa di Eleona (sul Monte degli Ulivi) al Calvario, ed entravano in città vecchia dalla porta di S.Stefano. Solo nel XVI sec. i francescani organizzarono un percorso devozionale per i pellegrini che volevano seguire le orme di Gesù a Gerusalemme. Anche noi come gli antichi pellegrini, partendo dalla Porta dei Leoni e attraversando il quartiere arabo, visiteremo la chiesa di S. Anna e la Piscina Probatica. Da qui faremo alcune soste lungo la “Via Crucis di Gesù”: alla Chiesa della Flagellazione e al Museo Francescano; alla 7° e alla 9° stazione (dove si trova il patriarcato copto); al Monastero Russo dedicato a S. Alessandro Nevski, dove si trova una soglia che, a parere di alcuni archeologi, può essere messa in relazione con l’antica porta delle Mura di Gerusalemme che Gesù ha varcato per salire al Calvario. Finalmente raggiugeremo la Basilica del Santo Sepolcro (detta dell’Anastasis) per una visita dettagliata di tutte le sue cappelle, che ospitano le tante chiese d’oriente che nei secoli hanno vi costruito i propri altari: armeni, copti, greci, i latini e siriani.
Nel pomeriggio, passeggiata nel quartiere Armeno che prende il nome dal grande complesso del Monastero Armeno: visita (se aperta) alla cattedrale di San Giacomo il Maggiore, figlio di Zebedeo, dall’architettura energica piena di mosaici e tappeti. La passione in Marco è descritta attraverso tanti piccoli quadri in cui Gesù incontra persone molto diverse tra loro: Giuda, le guardie, il sinedrio, Pietro, Pilato, Barabba, la folla, i soldati, Simone di Cirene, i suoi crocefissori, coloro che lo deridono, il centurione, le donne sotto la croce. Per ognuna di loro è disposto a morire, come il seme che solo se deposto nella terra può dare molto frutto. Ognuno lo accoglie come vuole (Mc 4). L'ultima parola è però l'annuncio dell'angelo alle donne: “Non abbiate paura: Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui!” (Mc 16,6)

8° giorno, GERUSALEMME /AIN KAREM / TEL AVIV / ITALIA

Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio (Mc 16,19)
Dopo la prima colazione partenza per Ain Karem, per la visita al santuario dedicato a Maria e ad Elisabetta. In coincidenza con i propri voli trasferimento in aeroporto, disbrigo delle formalità d’imbarco e partenza per l’Italia.
Qual è il senso del pellegrinaggio appena compiuto? Sicuramente rafforzare la fede personale in Gesù e testimoniarla a partire dalla nostra Terra Santa che è dove viviamo tutti i giorni, la nostra Galilea delle genti dove Gesù ci precede (Mc 16,8)

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