Patton: «Restaurare il Santo Sepolcro ci ha reso più vicini»

9 marzo 2017

 I responsabili della basilica del Santo Sepolcro il 6 marzo scorso erano a Rodi, in Grecia, ove è stato presentato l'esito dei restauri dell'edicola che racchiude la tomba vuota del Risorto. Le parole del Custode di Terra Santa. (da terrasanta.net)

 La Grecia ha celebrato ieri, 6 marzo, i 70 anni dall’annessione del Dodecaneso, l’arcipelago che trapunta il Mar Egeo al largo delle coste turche.

Le cerimonie più solenni si sono svolte sull’isola di Rodi, dove la municipalità ha ospitato il presidente della Repubblica ellenica Prokopis Pavlopoulos, al quale ha attribuito la cittadinanza onoraria, e numerose autorità religiose di Gerusalemme.

La loro presenza era giustificata da un appuntamento pomeridiano, svoltosi al cospetto del capo dello Stato: un discorso della professoressa Antonia Maropoulou dedicato al completamento dei restauri all’edicola del Santo Sepolcro a Gerusalemme. Dopo l’intervento della responsabile del cantiere, co-finanziato dal governo di Atene, hanno preso la parola anche i rappresentanti delle tre comunità religiose (ortodossa, cattolica e armena) corresponsabili della basilica nel cuore della Città Santa.

Nel suo intervento, il Custode di Terra Santa, fra Francesco Patton, ha espresso la sua gioia per questa nuova occasione che gli ha consentito di «poter prendere parte alla vita civile e religiosa di Rodi» nella quale i frati della Custodia sono presenti e attivi dal 1972 (anno in cui si avvicendarono ai confratelli della Provincia umbra).

Fra Patton ha poi ripercorso le tappe del processo dei restauri all’edicola del Santo Sepolcro, sottolineando come «all’interno delle tre comunità proprietarie del Santuario si parlava ormai da anni della necessità di intervenire con lavori di restauro, ma bisognava trovare un modo che rispettasse lo Status Quo e vedesse il coinvolgimento e la cooperazione di tutti. La Custodia di Terra Santa, ben consapevole del valore di questo luogo, che è in assoluto il più santo e più importante per tutta la cristianità, era favorevole a questa iniziativa e perciò si è adoperato in tal senso il Custode mio predecessore, sua paternità reverendissima padre Pierbattista Pizzaballa, ora amministratore apostolico di Gerusalemme dei Latini».

Il Custode ha voluto, in particolare, «sottolineare il valore aggiunto di questi lavori rispetto alla pur necessaria opera di consolidamento, restauro e riabilitazione dell’Edicola».

«Si trattava – ha osservato fra Patton – di intervenire sul luogo in assoluto più importante per tutta la Cristianità, il luogo chiave per interpretare la nostra vita e la nostra storia. Il luogo fisico che conserva la memoria della sepoltura del nostro Signore Gesù Cristo ci testimonia che l’incarnazione del Figlio di Dio è talmente reale, talmente completa, talmente piena, da arrivare fino all’esperienza della morte, che è l’esperienza finale di ogni esistenza umana. Ma il santo Sepolcro è soprattutto il luogo fisico dove la carne del nostro Salvatore non ha visto la corruzione e la morte è stata vinta. Il sepolcro vuoto è il testimone silenzioso ed eloquente di questo evento. Il sepolcro vuoto è il luogo dove anche fisicamente è iniziata una nuova creazione, un mondo nuovo nell’istante di luce in cui Gesù è risorto».

«Permettetemi di dire – ha aggiunto il francescano – che l’aver potuto realizzare i lavori di consolidamento, restauro e riabilitazione dell’Edicola del Santo Sepolcro grazie alla collaborazione delle nostre tre comunità ha un valore simbolico straordinario e aggiuntivo: è il segno di un importante lavoro di consolidamento, restauro e riabilitazione che riguarda le relazioni tra di noi e tra le nostre comunità».

Una celebrazione ecumenica, prevista per il prossimo 22 marzo nella basilica del Santo Sepolcro, suggellerà ufficialmente il termine dei lavori.

Continuando a visitare questo sito, accetti l'utilizzo di cookies, per migliorare la tua esperienza di navigazione.
Accetto
Informazioni sui cookies