2019 Giordania e Terra Santa per incontrare la Buona Notizia

29 marzo 2019 | 6 aprile 2019

NON DISPONIBILE

A partire da 1520 euro!!! 


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1° giorno: ITALIA / TEL AVIV / DESERTO DEL NEGHEV
Perciò, ecco, io la sedurrò, la condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore (Os 2,16)

Ritrovo dei partecipanti all’aeroporto concordato; disbrigo delle formalità d’imbarco e partenza per Tel Aviv, con scalo in base all’operativo aereo; all’arrivo, incontro con la guida e partenza per l’area deserto del Neghev. Sistemazione in albergo e pernottamento.

2° giorno: SDE BOKER / EN AVDAT / AVDAT /MACHTESH RAMON | EILAT
La notte della creazione

Il gioco delle luci dell’alba e del tramonto sulle rocce multicolori invita all’adorazione: davanti a Dio, non solamente mille anni, ma cento milioni di anni sono come il giorno di ieri che è passato, come un turno di veglia nella notte: siamo pieni di stupore e di gioia al pensiero di essere preceduti e avvolti dal mistero del Signore che ha preso l’iniziativa di creare per noi, prima che esistessimo…
In mattinata ci porteremo presso la località di Sde Boker per ammirare la biblica valle di Zin dove (se saremo fortunati) incontreremo alcuni stambecchi del deserto. Da qui ammireremo anche l’oasi di En Avdat che ospita il wadi (torrente) di Avdat. In bus raggiungeremo il sito archeologico di origine nabateo di Avdat e infine ci sposteremo sul cratere del Macktesh il moderno centro del deserto del Neghev, dal quale si ha una vista mozzafiato sul “mortaio”, una formazione geologica lunga 35 km e larga sino a 10 km. Nato a seguito di movimenti tettonici, questo squarcio era anticamente invaso dalle acque: quasi privo di vegetazione l’area è abbellita dalle forme multicolori delle sabbie e delle rocce plasmate dall’erosione. Dopo la visita partenza per Eilat e passaggio del confine. Congedo dalla guida di Terra santa e dopo un paio di ore di attesa arrivo in Giordania. Proseguimento per Aqaba. Sistemazione in albergo, cena e pernottamento.

3° giorno: AQABA / WADI RUM / BEIDA / PETRA
La Notte dell’Esodo (Es 14,15-18)

Siamo sul Mar Rosso nella valle dell’Aravah, una terra biblica tra le più difficili ma di grande importanza strategica, perché ponte con il Mediterraneo. Eilat ed Aqaba condividono lo stesso golfo e in tempi antichi il porto era unico mentre attualmente ci passa il confine. Partenza per la località di Wadi Rum, una valle a pochi chilometri da Aqaba particolarmente attraente per le montagne, per la combinazione di roccia e canions, per i colori, la sabbia e i beduini che vi abitano. Effettueremo un’escursione in 4x4: tra i resti archeologici da visitare, c’è un tempio nabateo e alcune pitture rupestri. Immancabile sarà la sosta sul set naturale di Lawrence d’Arabia. Proseguimento per Beida, piccolo sito archeologico a nord di Petra importante non solo per i resti nabatei ma anche per quelli natufiani. Arrivo in serata a Petra sistemazione in albergo, cena e pernottamento.
La liberazione dall'Egitto è l'esperienza costitutiva del popolo ebraico, per così dire è la madre di tutte le liberazioni successive sperimentate da Israele. Al centro di questa esperienza troviamo la notte di fronte al Mar Rosso, la notte della paura, il momento in cui la liberazione sembrava ormai cosa fatta, mentre invece ora il faraone sta arrivando con tutto il suo esercito per riprendersi il popolo. È la notte del panico e il momento in cui Dio sembra aver abbandonato il suo popolo al proprio destino. Mosè invoca e Dio invita ad aver fiducia nella soluzione meno preventivata: entrare al buio in mezzo al mare, per sperimentare che anche lì si trova una via da percorrere verso la salvezza.

4° giorno: PETRA / MAR MORTO o AMMAN
La Notte dell’Alleanza (Es 24, 15-18)

Giornata dedicata alla visita di Petra: la città rosa nella terra di Edom (che in ebraico significa rosso) conserva ancora molte testimonianze del suo passato glorioso specialmente in resti di epoca nabatea e romana. Ma anche altre epoche, che vanno dal neolitico al periodo crociato, sono testimoniate in resti monumentali che la ricerca archeologica mette in continua luce. La visita alla città antica inizia dal wadi Musa, cui è legata la tradizione locale relativa a Mosè ossia quella dell’acqua sgorgata dalla roccia di Ayn Musa. Si prosegue per il Siq, uno stretto passaggio intagliato nella montagna e lungo 1200 metri fino a scoprire il primo grande monumento funebre, detto il Tesoro… Nel pomeriggio trasferimento in pullman per il Mar Morto o per Amman. Cena e pernottamento in albergo.
Al Sinai che oggi ricordiamo, il popolo ha sperimentato il patto, l'impegno che Dio si è preso nei confronti di Israele. Ha svelato al suo popolo il segreto per rimanere liberi: seguire gli insegnamenti della Torà (la legge in ebraico) che sono insegnamenti dati per la vita e la felicità. Il Signore si trova in una “nube oscura” (Es 20,21) e Mosè deve rimanere sul monte “quaranta giorni e quaranta notti” (Es 24,18). È una sorta di fidanzamento, di luna di miele, caratterizzata dall'intimità che Dio vuol stabilire, attraverso Mosè, con il suo popolo e con ciascuno di noi.

5° giorno: MONTE NEBO / MADABA / ALLENBY / BETLEMME
La notte di Betlemme (Lc 2,1-20)

In mattinata partenza per Madaba la città dei mosaici lungo la via regia: nella chiesa di San Giorgio si può ammirare il celebre mosaico della Carta che rappresenta la Terra Santa secondo i canoni teologici e geografici cristiani di epoca bizantina. Culmine della giornata sarà la salita al Monte Nebo, i cui ricordi biblici sono centrati sulla figura di Mosè, che da qui ha contemplato la Terra Promessa e poi è morto ed è stato sepolto nella “valle, in terra di Moab”. Visita alla chiesa del Memoriale, appena restaurata e molto suggestiva per i pavimenti mosaicali mosaici che conserva.
Partenza per il confine con Israele: pazientemente ci metteremo in coda per il disbrigo delle formalità d’uscita dalla Giordania e per le formalità d’ingresso in Israele.
Pranzo e partenza per il confine con Israele: pazientemente ci metteremo in coda per il disbrigo delle formalità d’uscita dalla Giordania e per le formalità d’ingresso in Israele.
Arrivo in Israele, incontro con la guida locale | animatore spirituale e trasferimento per Betlemme per la visita alla Basilica della Natività evento portato alla ribalta della Grande Storia dall’evangelista Luca: il luogo di nascita del Messia era una grotta e la venerazione ha origini antichissime. Visita alle grotte sotto la chiesa di Santa Caterina, a quella di San Girolamo e a quella dei Santi Innocenti. Sistemazione in albergo/casa religiosa, cena e pernottamento.
Maria e Giuseppe hanno dovuto affrontare il parto di Gesù di notte, da soli, senza il conforto dei propri concittadini perché “per loro non c'era posto nell'alloggio” (Lc 2,7). Proprio questa situazione di esclusione notturna, però, consente l'incontro con coloro che vivevano ai margini della società: i pastori che “pernottando all'aperto, vegliavano tutta la notte, facendo la guardia al loro gregge” (Lc 2, 8). Di notte avvengono incontri insperati e coloro che erano i meno adatti diventano i primi annunciatori della gioia per la nascita del bambino.

6° giorno: GERUSALEMME: MONTE DEGLI ULIVI / MONTE SION
La notte del Getzemani (Mc 14)

In mattinata saliremo sul Monte degli Ulivi in località Betfage per fare memoria dell’ingresso messianico di Gesù (Mc 11,1): nei pressi di una terrazza panoramica godremo di una meravigliosa vista sulla città vecchia. Raggiungeremo la chiesa del Pater Noster nell’area dove sorgeva la basilica costantiniana di Eleona e a piedi il Dominus Flevit, dove faremo memoria del pianto di Gesù davanti alla città di Gerusalemme.
Nel pomeriggio, raggiungendo il Monte Sion, rileggeremo il racconto della passione e risurrezione di Gesù, secondo il racconto dell’evangelista Marco. Partiamo dal Cenacolino (francescano) dove celebriamo l’eucaristia, per proseguire con la visita al Cenacolo, la sala dell’ultima cena di Gesù; terminiamo la visita di quest’area, chiamata Sion cristiano, con una sosta alla Chiesa di S. Pietro in Gallicantu. A piedi (per chi vuole in bus) passando per la valle del Cedron arriveremo alla Basilica del Getzemani: la lettura del testo di Marco ci introdurrà al mistero della decisione di Gesù di morire, dopo una notte trascorsa a pregare nell’orto (cf Mc 14,32-42). Tempo permettendo visita alla Grotta dell’Arresto, alla Tomba della Madonna.
Al Getzemani Gesù entra nella propria notte. In questa notte Gesù fa l'esperienza tutta umana della repulsione verso il dolore ingiusto e immeritato. Anziché fuggirlo o rifiutarlo come avrebbe potuto fare, sceglie di viverlo fino in fondo con passione. La passione del suo amore per ognuno dei suoi. È disposto a vivere anche ciò che non gli spetterebbe, il calice dell'ira, simbolo delle conseguenze dei peccati degli uomini, che ora si condensano su di lui. In accordo con il Padre, è voluto entrare nella notte dell'agonia, per darci la certezza di essere con noi nelle nostre.

7° giorno: GERUSALEMME: VIA DOLOROSA
La notte nel sepolcro (Mc 14, 42-47)

La via Dolorosa è definita dalla fede, non dalla storia: nella notte del giovedì santo i pellegrini bizantini erano soliti recarsi in processione dalla chiesa Eleona (sul Monte degli Ulivi) al Calvario ed entravano in città vecchia dalla porta di S. Stefano, ma solo nel XVI sec. i francescani organizzarono un percorso devozionale per i pellegrini che volevano seguire le orme di Gesù a Gerusalemme.
Anche noi come gli antichi pellegrini, partendo dalla Porta dei Leoni e attraversando il quartiere arabo, visiteremo la chiesa di S. Anna e la Piscina Probatica. Da qui faremo alcune soste lungo la “Via Crucis di Gesù”: alla Chiesa della Flagellazione e al Museo Francescano; alla 7° e alla 9° stazione (dove si trova il patriarcato copto); al Monastero Russo dedicato a S. Alessandro Nevski, dove si trova una soglia che, a parere di alcuni archeologi, può essere messa in relazione con l’antica porta delle Mura di Gerusalemme che Gesù ha varcato per salire al Calvario. Finalmente raggiungeremo la Chiesa dell’Anastasis per una visita dettagliata di tutte le sue cappelle. Infatti la Chiesa è abitata dalle tante chiese d’oriente che nei secoli hanno costruito i propri altari: armeni, copti, greci, i latini e siriani.
Nel pomeriggio visiteremo a piedi il quartiere ebraico, cominciando dal Muro Occidentale, chiamato Kothel, per gli ebrei il muro dell’attesa: qui gli ebrei del vicino quartiere venivano a pregare e a piangere sulla distruzione del tempio e qui sino al 1967, le case giungevano a 4 metri dal Muro. Da questa prospettiva scorgeremo le cupole delle imponenti moschee islamiche di Al’Aqsa e della Roccia - non visitabili.
Gesù entra nel sepolcro, nella notte buia della morte. È il momento in cui si ricorda la sua entrata nel regno stesso della morte: gli inferi. Anche questa però è una buona notizia, preludio della sua risurrezione, come ricorda il teologo H.U von Balthasar: “Voleva sprofondare sì a fondo che ogni cadere sarebbe stato un cadere dentro di lui. E ogni rigagnolo dell’amarezza e della disperazione sarebbe d’ora in poi defluito giù fin al suo abisso più profondo. Nessun combattente è più divino di colui che è in grado di vincere con la sconfitta”

8° giorno: GERUSALEMME / LAGO DI TIBERIADE
Le Albe di Resurrezione

In mattinata saliremo in pullman sul Monte degli Ulivi per un ultimo sguardo alla città, cominciando dall’edicola dell’Ascensione, aperta verso il cielo. Da qui partiremo per il Lago di Tiberiade dove, secondo le indicazioni dell’angelo, Gesù precede i suoi apostoli da Risorto.
Storicamente Gesù fece di Cafarnao, un semplice villaggio di pescatori, il centro del suo ministero in Galilea e i suoi primi e principali discepoli provenivano da Betsaida. Sosta in località Tabgha area identificata dai pellegrini come legata all’episodio della Moltiplicazione dei Pani e dei pesci (Mc 6,30) e del Primato di Pietro (Gv 21) e alla collina dove venne localizzato il discorso sul monte, le Beatitudini. Sistemazione in albergo/casa religiosa sul Lago di Tiberiade o a Nazareth.
Il lago è il luogo in cui Gesù appare ai suoi discepoli dopo la risurrezione. Appare lì dove meno se lo aspettano: nel luogo a loro più quotidiano e conosciuto, lì dove non ci si immagina che possa essere il risorto. La risurrezione è la prova che tutte le notti del dolore, dell'insuccesso, del fallimento, possono essere trasformate in esperienze di felicità e di incontro, come le beatitudini annunciano e l'eucaristia, farmaco di immortalità, conferma.


9° giorno: NAZARETH / TEL VIV / ITALIA

Se l’operativo aereo lo consente*, dopo la prima colazione tempo per la visita di Nazareth (Basilica dell’Annunciazione, Chiesa di San Giuseppe, Chiesa di San Gabriele). In tempo utile, trasferimento per l’aeroporto di Tel Aviv, operazioni di imbarco e partenza con volo di linea Alitalia per Roma Fiumicino. Proseguimento per l’aeroporto concordato e termine dei servizi.
*la visita non è consentita in caso di voli in partenza la mattina.

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