La missione francescana

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Il servizio nei santuari e l'accoglienza ai pellegrini 

La liturgia


Per molti secoli la Custodia di Terra Santa non poté esprimersi se non attraverso il linguaggio della preghiera e delle celebrazioni liturgiche. Non c’erano molti spazi per una evangelizzazione o per la pastorale (a parte la possibilità, che c’è stata sempre, di morire uccisi). Negli ultimi tempi, grazie a Dio, gli spazi si sono allargati e aperti alla multiforme attività della Custodia. Ma, anche attualmente, la Liturgia rappresenta la dimensione più nobile del servizio della Custodia, la fedeltà alle radici che hanno assicurato vitalità vera ai Luoghi Santi. Ci riferiamo soprattutto alle Peregrinationes e alla Liturgia nel Santo Sepolcro e nella Basilica della Natività. È stato scritto che “le Pellegrinazioni sono l’aspetto forse più tipico della vita liturgica della Custodia di Terra Santa. Esse sono un muoversi continuo, affaticante, mai abbandonato; sono un modo di far rivivere
della sua gloria più fulgida un angolo di terra che ora può essere oscuro e trascurato, ma possiede una preziosità incomparabile per il suo collegamento con la Storia della Salvezza”. Peregrinationes al Giordano, ad Emmaus, a Betfage, a Betania, al Luogo dell’Ascensione, al Pater Noster, al Dominus Flevit, alla Flagellazione, ad Ain Karem, al Cenacolo: da secoli. “Sono un soffio di vita ridata alle pietre.”
“Si pensi al Santo Sepolcro. Chiunque ogni giorno dell’anno capiti là troverà anche solo pochi frati, che si muovono da luogo a luogo, come Cristo si è mosso nell’ultimo itinerario pasquale. È facile gustare un giorno nella vita questo muoversi lento e orante, ma si pensi al dovere di compierlo ogni giorno! Nessuna, forse, come questa, è una lezione urgente dello spirito vero della liturgia, un ”pondus” inteso come una risposta fedele dell’amore all’amore di Dio”. Altrettanto si può dire degli impegni liturgici quotidiani della Basilica di Betlemme. E lasciamo alla intuizione di ognuno valutare la ricchezza e il peso dell’attività liturgica nei tempi forti; soprattutto prima, durante e dopo i giorni delle celebrazioni pasquali.

Il messaggio dei Luoghi Santi

Il messaggio dei Luoghi Santi è trasmesso al mondo soprattutto attraverso due strumenti. Il primo è costituito dalla stampa. Come editrice, la Custodia di Terra Santa si configura nella Franciscan Printing Press (nella variante italiana Edizioni di Terra Santa). La sezione scientifica della Franciscan Printing Press si esprime nell'attività dello Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme e del Centro Francescano di Studi Orientali Cristiani al Cairo. La sezione divulgativa si esprime soprattutto nella pubblicazione della Rivista Terra Santa, fondata attorno al 1930 e che attualmente esce in cinque edizioni: italiana, spagnola, francese, inglese e araba. Si propone di far conoscere la storia , la ricchezza biblica e archeologica, la spiritualità e le attività dei Luoghi Santi. Il suo carattere divulgativo non le impedisce comunque di avere un tono abbastanza elevato che ne fa uno strumento utilizzatissimo per la conoscenza dei Luoghi Santi.

A servizio dei pellegrini

Accanto all'attività di pastorale diretta alla popolazione che vive nella sua area geografica, c’è un’altra attività che impegna la Custodia di Terra Santa stessa verso l’esterno, cioè verso i pellegrini che provengono da tutto il mondo.
Molti religiosi sono impegnati nell’accoglienza e nel servizio di guide spirituali dei vari gruppi, mentre, per la migliore ospitalità agli stessi pellegrini, la Custodia di Terra Santa continua nella secolare attività delle Case Nove, a Gerusalemme, Betlemme, Nazaret, Monte Tabor, Ain Karem, che sono debitamente ammodernate e rese sempre più accoglienti. La Custodia, infine, organizza in proprio pellegrinaggi da tutto il mondo, assicurando, accanto alla migliore organizzazione, una adeguata e qualificata assistenza spirituale.


L’accoglienza ai pellegrini: le strutture Casa Nova

All’inizio del secolo XIX gli inconvenienti della formula convento-ospizio e il lento penetrare di una certa mentalità occidentale (cominciarono ad apparire in Palestina le prime locande pubbliche) consigliarono i Francescani a creare per i pellegrini case separate dai conventi, dove, oltre tutto, potessero essere alloggiati senza inconvenienti uomini e donne.

Nel 1866 si cominciò a Gerusalemme la sistemazione di un edificio tutto per i pellegrini, vicino a San Salvatore. In relazione con il convento antico, la costruzione fu indicata come nuova casa, anzi, un po’ alla latina o alla toscana « nova »; e il nome di « Casa Nova » è rimasto a questi e a tutti i centri di ospitalità della Custodia di Terra Santa fino ad oggi. Nove anni dopo la sua costruzione, la « Casa Nova » di Gerusalemme alzata di un piano ebbe la capienza di 200 persone.

L’Ottocento fu un secolo di rifioritura dei pellegrinaggi in Terra Santa. Confuse nelle folle pie e anonime, troviamo personalità della religione e della politica, scrittori di fama mondiale. Tra questi sono da ricordare Chateaubriand nel 1806, Lamartine nel 1832, il russo Gogol nel 1848, Matilde Serao nel 1839, Pierre Loti nel 1895 e De Gubernatis nel 1898. Essi ci lasciarono interessanti relazioni del loro viaggio.

Per l’aumentato numero dei pellegrini e per le nuove esigenze alberghiere i Francescani rifecero e costruirono altri ospizi. Sistemarono quello vecchio di Ramleh distrutto a causa dell’invasione napoleonica; rinnovarono e ampliarono quello di Ain Karem; trasformarono il convento in ospizio a Giaffa; edificarono ospizi nuovi a Tiberiade, sul Monte Tabor e a Nazaret (quest’ultimo terminato nel 1897). Le strutture Casa Nova, e specialmente quella di Gerusalemme che rimase sempre la più grande e la principale, ebbero momenti di festa e di notorietà. Re e principi delle case regnanti d’Italia, di Spagna, del Belgio ecc. scelsero come loro albergo a Gerusalemme la Casa Nova. Non esclusi i cardinali, i vescovi e i prelati che nel 1964 seguirono il papa Paolo VI pellegrino in Terra Santa. Il registro degli ospiti è coperto di nomi di personalità che hanno voluto lasciare un ricordo e un ringraziamento.

Ma le strutture Casa Nova ebbero anche giorni tristi. Durante la prima guerra mondiale, quella di Nazaret fu trasformata in sede del comando militare turco-germanico. Quando l’esercito la lasciò la popolazione inferocita la devastò tanto che si dovette rifarla interamente. Lo stesso accadde alla Casa Nova di Emmaus e a quella di Tiberiade. Nella guerra arabo-israeliana del 1948 le strutture Casa Nova diventarono il rifugio dei profughi (specialmente quelle di Gerusalemme e di Nazaret) e subirono molti danni. Quella di Nazaret poté essere liberata solo quindici anni dopo, nel 1964, e dovette essere rifatta completamente.

Oggi, con le strade asfaltate e i mezzi veloci di locomozione, alcune di queste strutture, non rispondenti più allo scopo per cui furono create, sono state trasformate in luoghi di ritiro e di convegni. Le principali - come quella di Gerusalemme, di Betlemme, di Nazaret e del monte Tabor - funzionano attivamente e sono ricercate per l’ambiente familiare, l’arredamento e il vitto all’europea. Ricevono in continuità ospiti da tutte le nazioni e cristiani di tutte le confessioni. 

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