2018 La corsa del Vangelo: Paolo apostolo delle genti

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Ricostruendo la storia di questa terra in relazione alla predicazione di Paolo, riflettiamo su cosa significa e quali sfide ci impone l’essere cristiani oggi
La Turchia vanta un territorio immenso: quasi 775 mila kmq, un’estensione pari a 36 volte quella di Israele. Vanta anche una storia che si perde negli albori dell’umanità e si interseca con le più importanti civiltà del passato: Sumeri, Babilonesi, Ittiti, Greci, Romani, Selgiuchidi. Qui l’ellenismo e il cristianesimo si incontrano nella figura di Paolo e degli altri apostoli e discepoli missionari, così come oggi qui si incontrano il cristianesimo e l’Islam. Solo comprendendo e accogliendo la diversità come una ricchezza – come fece San Paolo - potremo accostarci a questa “terra santa”, che ha molto da raccontarci sulla nascita della nostra Chiesa, ma anche sul modo in cui oggi possiamo e dobbiamo “essere cristiani
 

1° giorno: BOLOGNA-MILANO* / ISTANBUL / KAYSERI (60 km)

Ritrovo dei partecipanti all’aeroporto concordato; disbrigo delle formalità d’imbarco e partenza con volo di linea Turkish Airlines per Kayseri, via Istanbul. Arrivo nel tardo pomeriggio, incontro con la guida e trasferimento in Cappadocia. Sistemazione in albergo nella zona di Avanos, cena e pernottamento.

*Su richiesta voli anche da Roma, Venezia e altre città italiane.

2° giorno: CAPPADOCIA (100 km)
“In principio Dio creò il cielo e la terra”

Visita della Cappadocia, regione unica nel suo genere (patrimonio dell’Unesco), dove l’erosione nei millenni ha lavorato la roccia di tufo calcareo creando forme insolite. Visitiamo: la valle dei “camini delle fate” a Pasabag, il Museo a cielo aperto della Valle di Goreme, la Fortezza di Uchisar, il villaggio troglodito di Cavusin. Pranzo in ristorante. Rientro in hotel, cena e pernottamento.
*durante questa giornata saranno previste soste shopping. Saranno proposte a discrezione della guida locale attività extra a carico dei partecipanti, la cui partecipazione è facoltativa. Leggete con attenzione le Informazioni Utili allegate al programma.
La Cappadocia, per scenario e per storia, ci riconduce al “principio e fondamento” della creazione. Come, infatti, il vento e l'acqua agiscono sulle forme della roccia, così il sapiente Dito di Dio, artista perfetto, continua a pensare e modellare con sapienza e creatività il suo creato che ha affidato all'uomo, suo intimo amico, quale custode. Risalendo, dunque, lungo il fiume della tradizione dei Padri della Chiesa e dei Patriarchi biblici, lasciamoci incantare dalla bellezza del progetto del Creatore, prendendo contemporaneamente piena coscienza della drammatica ferita impressa nel creato dal peccato dell'uomo e dalla dispersione delle genti e dalla confusione delle lingue a Babele.

3° giorno: CAPPADOCIA / KONYA (245 km)
“Dio creò l’uomo a sua immagine e somiglianza”: con gli occhi dei nostri Padri

Terminiamo le visite della Cappadocia sostando in una delle duecento città sotterranee scoperte nell’area di Nevsehir. Alcune città si sviluppano verso il basso sino a 11 piani (ma sono visitabili solo i piani più superficiali). Originatesi come tunnel all’epoca dei Frigi (VIII-VII sec. a.C.) furono poi allargate a vere e proprie città sotterranee. Proseguimento per Konya, dove giungeremo nel pomeriggio, sostando lungo il percorso presso un caravanserraglio. Pranzo in corso di trasferimento. All’arrivo a Konya, incontro con le due sorelle della Fraternità Gesù Risorto (conosciute come “suore dei cinque pani”), che custodiscono l’unica Chiesa della città, dedicata a San Paolo (incontro da riconfermare). Sistemazione in hotel, cena e pernottamento.
A ogni caduta dell'uomo corrisponde, nella storia, un intervento di grazia del Dio misericordioso, che si china sulle miserie della sua creatura per ricondurla a sé. La presenza di chiese rupestri e, soprattutto, la presenza silenziosa e quasi invisibile della comunità cristiana nella Iconio moderna, ci rimandano alla Pentecoste, antitesi della Babele delle genti, e alla nascita della Chiesa. Qui cominciamo a fare la conoscenza con Saulo di Tarso, il testimone più radicale e innamorato della chiesa che lui stesso aveva perseguitato; ma qui, soprattutto, contempliamo la salvezza che, compiutasi in Gesù di Nazareth a Gerusalemme, si proietta nella storia delle chiese particolari proprio come la benedizione promessa a Noè è scesa come un fiume sui suoi tre figli, i capostipiti delle tre grandi famiglie umane.

4° giorno: KONYA / YALVAC (Antiochia di Pisidia) / PAMUKKALE (400 km)
La bellezza del Dio Unico nell’incontro con il creato e con i fratelli

In mattinata, visita al mausoleo-moschea di Mevlana, Jalal-al-din-Rumi, poeta mistico persiano, fondatore della confraternita dei “dervisci rotanti”. Nella cultura cristiana è noto come il “San Francesco dell’Islam” e di San Francesco è contemporaneo: li accomuna il richiamo alla fraternità, all’accoglienza, al servizio del prossimo. Al termine della visita pranzo e partenza in direzione di Pamukkale con una sosta a Yalvac, che conserva il sito dell’antica Antiochia di Pisidia: nella sinagoga, Paolo pronunciò il primo dei tre “discorsi” che gli sono attribuiti negli Atti degli Apostoli. In serata arrivo a Pamukkale, sistemazione in hotel, cena e pernottamento.
Differenza e alterità creano problemi al cuore dell'uomo. Mevlana e Francesco, mistici contemporanei così affini per sensibilità e apertura pur appartenendo a due mondi distanti e, a volte, in contrasto, ci consegnano un messaggio di speranza e di misericordia: in Dio l'unità, che non è uniformità, e la comunione spirituale, che non è indifferenza, sono realizzabili ritornando a Colui che della vita è l'autore. “Nella generosità e nell'aiuto -scriveva Rumi- sii come l'acqua che scorre. Nell'affetto e nella pietà sii come il sole”: anche Francesco, contemplando il creato, aveva trovato il modo di unirsi al Dio eterno, creatore e redentore. Per noi cristiani la grazia dell'unità e dell'amore fraterno si realizza in Cristo che “di due ha fatto una cosa sola” (Ef 2,14) lasciandosi inchiodare sul legno della croce. Proprio come Lui, qui, nella sinagoga di Antiochia di Pisidia Paolo ci trasmette un importante mandato: “così infatti ci ha ordinato il Signore: io ti ho posto per essere luce delle genti, perché tu porti la salvezza sino all'estremità della terra” (At 13,47-48).

5° giorno: HIERAPOLIS / LAODICEA / KUSADASI / SELCUK (185 km)
San Paolo, apostolo tra le genti

A Pamukkale, visita dell’antica Hierapolis, città ellenistico-romana, centro termale rinomato già nei tempi antichi per le calde sorgenti che sgorgano dalla roccia calcarea, creando vasche di colore candido. Visiteremo l’imponente e ben conservato teatro romano. Sosta presso le cascate di pietra e tempo libero per mettere i piedi a bagno o per approfondire la visita al sito. Pranzo e proseguimento per Laodicea, dove sta venendo alla luce il sito di un’elegante e ricca città ellenistico-romana. Proseguimento per Kusadasi o Selcuk, sistemazione in hotel, cena e pernottamento.
Visitando i siti di queste grandiose città del passato soffermiamoci a riflettere su Paolo di Tarso, uomo dell'ellenismo, romano di nascita e di cultura ed ebreo di religione e di formazione. Questi molteplici volti lo rendono il testimone perfetto per annunciare la Parola a tutto l'Impero: sulle coste dell'Egeo il nascente cristianesimo, ancora corrente del giudaismo, attecchisce grazie alla presenza di numerose comunità ebraiche, che avevano in comune con Paolo la Scrittura e la Tradizione vivente, e grazie al terreno fertile preparato dai circoli ellenistici assai diffusi in tutta la regione, dove peraltro la filosofia è nata. A Hierapolis troviamo anche la tomba di Filippo, il diacono o più probabilmente l'apostolo, figura emblematica di discepolo senza pregiudizi, capace di seguire il Signore con generosità al di là dei propri limiti umani e di diventare lui stesso fedele testimone del Maestro.

6° giorno: EFESO / DIDIMA / MILETO / KUSADASI (200 km)
Il senso della missione di Paolo e il suo testamento

Partenza Efeso per la visita al sito archeologico della città dell’Asia Minore dove San Paolo soggiornò a lungo. Scendendo verso Mileto sosteremo a Didima, dove potremo ammirare il più grande Tempio di Apollo costruito nell’antichità. Pranzo e proseguimento per Mileto per la visita al sito archeologico: l’imponente teatro romano e i bagni di Faustina. Rientro in serata a Kusadasi o Selcuk, cena e pernottamento
Grande carisma di Paolo è quello di essere ponte e anello di congiunzione tra la predicazione di Gesù e le chiese nascenti disperse nel mondo greco-romano, capace, cioè di fare sintesi tra le culture ellenistica e giudaica e di tradurre in concetti comprensibili ai due mondi il messaggio di libertà che è il vangelo di Gesù, “scandalo per i Giudei e stoltezza per i pagani” (1 Cor 1,23). Rendere, infatti, la bella notizia comprensibile per gli uomini di tutti i luoghi e di tutti i tempi è una sfida fondamentale che si rinnova ogni giorno per la Chiesa ma che oggi ci vede particolarmente provocati a causa delle grandi sfide che la complessità del mondo contemporaneo propone. Pur essendo tutti uomini e creature amate da Dio fatichiamo a riconoscerci fratelli e compagni di cammino, ascoltatori di un'unica parola di amore e unità. Ecco allora il testamento di Paolo, consegnato agli anziani di Efeso sulle coste di Mileto, che oggi viene rivolto a noi: “Vi è più gioia nel dare che nel ricevere” (At 20,35).

7° giorno: SELCUK / IZMIR / ISTANBUL (volo interno)
Maria, grembo di Dio

Visita al santuario della “Casa di Maria” di Selcuk. Qui incontreremo i cappuccini e/o le suore minori di Maria Immacolata che custodiscono il santuario (incontro da riconfermare). A seguire, partenza per l’aeroporto di Izmir e imbarco su volo di linea per Istanbul. All’arrivo, pranzo e tempo libero. Al termine, sistemazione in hotel, cena e pernottamento.
Paolo non fu l'unico a evangelizzare questa terra. Sappiamo dall'Apocalisse e dagli scrittori ecclesiastici successivi che anche l'apostolo Giovanni approdò in Asia Minore, stabilendosi nella zona di Efeso. E poiché proprio a Giovanni fu affidata Maria ai piedi della croce la tradizione locale venera anche la presenza della “Madre di Gesù” in questi luoghi custoditi oggi dai frati cappuccini. A Efeso, poi, nel V secolo si tenne il terzo Concilio Ecumenico della Chiesa unita che definì contro i nestoriani il principio teologico della “theotokos”, ovvero di Maria vera “Madre di Dio” e non solo dell'uomo Gesù. Fermiamoci in religioso silenzio a contemplare e ringraziare il signore per il dono della sua madre e della santa Madre Chiesa.

8° giorno: ISTANBUL
La Chiesa in cammino, da primi Concili sino a noi

Giornata dedicata alla visita di Istanbul: Moschea Blu, Santa Sofia, antico Ippodromo, Palazzo Topkapi, Moschea del Solimano. Pranzo in ristorante in corso di visite. Nell’arco delle giornate a Istanbul, incontreremo la fraternità internazionale dei frati francescani (incontro da riconfermare). Cena e pernottamento in albergo.
A partire dal 325, si tennero a Costantinopoli e nei suoi dintorni diversi Concili: si tratta della Chiesa che “si mette in cammino” per unificare e definire se stessa e il suo Credo... un fiume carsico di grazia e Vangelo che arriva sino ai nostri giorni con il Concilio Vaticano II. Riflettiamo sul Cammino che la Chiesa ha condotto da allora, e sulle sfide che ancora ci pone “l’essere cristiani oggi” nella nostra società che oggi come allora è caratterizzata dalla multiculturalità e dal culto di tanti e diversi “idoli”.

9° giorno: ISTANBUL / BOLOGNA-MILANO
Sulle orme di Paolo lungo le strade della nostra vita

Ultima visita alla Chiesa di San Salvatore in Chora. A seguire, partenza per una mini-crociera sul Bosforo. Al termine, tempo libero presso il Gran Bazar. In tempo utile, trasferimento per l’aeroporto di Istanbul, operazioni di imbarco e partenza per l’Italia con volo di linea Turkish Airlines. Termine dei servizi.
“Signore, che ci raduni insieme in questi luoghi (...) dà a ciascuno di noi un po’ di quello slancio con cui Paolo è partito da Mileto per andare là dove lo Spirito lo chiamava. E dona a noi tutti di partecipare a quell’affetto, a quella riconoscenza, a quella comunione che ha unito gli oranti presso il mare, sulla spiaggia di Mileto. Fa che nessuno di noi abbia paura della navigazione che lo attende, delle tempeste che ci possono sorprendere, delle insidie e delle fatiche che possono fiaccare il nostro entusiasmo” (Riflessione del Card. Carlo Maria Martini per il ritiro del Clero diocesano, 28 maggio 2002).

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